Gli automi

Immagini in movimento

Camera Film ha come obiettivo principale quello di promuovere laboratori e workshop legati alla storia dell’immagine in movimento. Prima dell’invenzione del cinematografo, l’uomo si è interessato nel tempo alla maniera più efficace per donare movimento alle immagini, e lo ha fatto in modi molto diversi tra loro.

In uno dei nostri incontri i bambini sono stati invitati a realizzare un automa, detto anche gioco a manovella.

Che cos’è un automa?

L’automa è una macchina che riesce a riprodurre uno o più movimenti in modo automatico. Ci sono esempi di automi a partire già dal III secolo a. C., ma tra i più celebri vogliamo ricordare “l’automa cavaliere” progettato da Leonardo Da Vinci, che si occupò di sperimentazioni di ogni genere, nonché di meccanica!

Ma che tipo di automa abbiamo costruito con i bambini? L’idea è stata quella di recuperare materiale naturale, di facile reperibilità, come legno e cartone.

Il progetto del nostro automa, pensato da Michelangelo Fornaro, è alla portata dei più piccoli e prevede l’assemblaggio di ingranaggi di cartone in una scatola cava, alla cui sommità gira un disegno a doppia faccia, grazie all’ausilio di bacchette di legno. Il movimento rotatorio, innescato da una manovella laterale, consente di veder girare i disegni collocati in cima, riproducendo così un cambio di posizione dell’immagine, che chiameremo per l’appunto immagine in movimento!

Informa-Press, testata giornalistica di Pomigliano d’Arco presente all’evento, ha definito il nostro laboratorio e la sede della nostra associazione fortemente Rétro. La scelta di recuperare tecniche e materiali “di una volta” rimanda ad un gusto certamente vintage, così come i documenti cinematografici e le macchine del pre-cinema conservati da Camera Film.

L’idea del recupero tuttavia non è dettata solo da una esigenza di natura estetica o nostalgica. Affonda le sue motivazioni nella convinzione che la crescente propensione al gioco tecnologico delle nuove generazioni dovrebbe essere accompagnata da attività manipolative, in grado di stimolare il pensiero alternativo sul modello del problem solving. 

Dal punto di vista educativo, e didattico se vogliamo, il gioco artigianale offre ai bambini un confronto con tutta la forza materiale della realtà, che nei giochi digitali si riduce ad una proiezione simbolica, che può avere tuttavia i suoi risvolti positivi purché non prenda il sopravvento tra le attività quotidiane dei bambini.

A tale proposito riportiamo uno stralcio dell’intervista che Antonio Celio ha fatto a Michelangelo Fornaro.

Michelangelo, cosa si può fare per aiutare i bambini a giocare e crescere in maniera sana? 

I bambini si stanno distaccando dalla manualità e dalla realtà. Per stimolarli correttamente, magari incentivando il gioco “artigianale”, è importante la presenza del genitore. È facile lasciare il bambino in balia di giochi o video”.

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I genitori hanno accompagnato i bambini durante i vari step del laboratorio. 
Questa collaborazione tra genitori e figli ha creato, e crea in generale, un’atmosfera molto calda e conviviale.
Atmosfera che potrebbe accompagnare sempre il tempo trascorso con i bambini. Atmosfera di pace!